“Un battito di cuore” – Intervista a Noemi Di Liberto

Un libro per fare del bene e per uno scopo importante: l’intero ricavato di “Un battito di cuore” sarà devoluto a favore dell’AIRC, per la ricerca e prevenzione contro il cancro. Un progetto generoso reso possibile da donne autrici, che vogliono aiutare tutte le altre meno fortunate per dar loro un’arma per poter vincere la loro battaglia più importante. Nell’antologia si rincorre il tema dell’amore in tutte le sue sfumature. Oltre a far del bene, questa raccolta di racconti darà anche emozioni a chi la vorrà leggere

Ciao Noemi, benvenuta! Parlaci un po’ di te: da quanto tempo scrivi e cosa ti piace scrivere?

Ciao, ti ringrazio! Sono da sempre stata appassionata alla scrittura. Da piccola leggevo molti libri e ho sempre sognato di scriverne uno. Crescendo, ho sentito aumentare la necessità di tirare fuori ciò che avevo dentro e ho cominciato a buttare giù qualche poesia. Tutto è nato un po’ per gioco, non ci credevo nemmeno io in quello che facevo, ma ora è diventata una cosa di cui non posso fare a meno. Ciò che vivo, ciò che penso, ciò che sento: ho bisogno di metterlo in versi.

Amo scrivere poesie, non mi sono mai cimentata in altro, per il momento!

Insieme ad altre autrici avete creato questo libro, “Un battito di cuore” per perseguire una causa importantissima: l’intero ricavato infatti è stato devoluto in favore dell’AIRC per la ricerca e prevenzione contro il cancro. Come è nato questo progetto?

Asia ha coinvolto me e le altre ragazze nell’iniziativa. Avevamo un solo mezzo per unire le nostre forze per una causa comune: aiutare le persone che lottano contro il cancro. Questo mezzo è la nostra passione; nel nostro piccolo abbiamo fatto il nostro meglio. È nato tutto così!

In che modo avete deciso di promuovere questa raccolta?

Abbiamo presentato il libro nelle librerie e nelle scuole, ma il metodo migliore per promuovere la raccolta è stato il passaparola. “Un battito di cuore” riunisce tutte le generazioni, è accessibile a chiunque: bambini, adolescenti, adulti e anziani.

Abbiamo sparso la voce nelle case delle nostre nonne, tra i nostri amici e conoscenti.

Quali sono stati i risultati ottenuti finora?

Abbiamo ottenuto ottimi risultati, la raccolta è piuttosto conosciuta e con i ricavati abbiamo potuto sostenere persone in difficoltà. Non c’è soddisfazione più grande!

Parliamo della tua poesia che apre la raccolta: da dove è arrivata l’ispirazione per metterla nero su bianco?

Ho pensato alle difficoltà che ogni giorno ognuno di noi incontra per accettarsi.

Ho realizzato che durante il corso di una malattia è ancora più difficile trovarsi a proprio agio con se stessi e con il proprio corpo, perché è facilissimo iniziare a detestarsi e a torturarsi.

Sono arrivata alla conclusione che prima di preoccuparsi dell’amore da dare agli altri, bisogna pensare all’amore da sviluppare per se stessi.

È solo avendo consapevolezza e sicurezza di sé che si riescono ad affrontare al meglio le situazioni, anche le peggiori.

Tra le tue parole, quelle che mi hanno più colpita sono queste: “Amarsi è la giusta terapia per qualsiasi tipo di male”. Quanto può far bene l’amore dei propri cari ad una persona che sta affrontando la malattia?

L’amore, la presenza e l’appoggio dei propri cari durante il corso di una malattia sono più che fondamentali. Si ha un bisogno immenso di avere qualcuno al proprio fianco su cui poter contare, con cui potersi sfogare. Si ha bisogno di una valvola di sfogo, di un modo per eliminare i brutti pensieri.

Sono convinta di questo perché sto attraversando un periodo difficile a causa di una malattia e la presenza dei miei cari e dei miei amici è tutto ciò che mi aiuta ad alzarmi con il sorriso la mattina!

Le autrici della raccolta: Asia Pichierri, Anisa Gjikhdima, Jane Rose Caruso, Barbara Graneris, Cristina Migliaccio, Chiara Rametta, Giovanna Tufano, Chiara K.Jones, Noemi Di Liberto, Rosanna Fontana, Antonella Maggio, Serena Brucculeri, Luana Arfani.

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