Succede che.

Si cresce, si cresce, si va avanti, si studia, si lavora, ci si infila in quella ruota da criceto che va a tutta senza chiederti il permesso…

E poi arriva.

Quel momento in cui sei tu che ti fermi.

Succede che ti siedi una sera sul divano di casa tua e realizzi.

Realizzi che tutto questo non corrisponde esattamente alla tua idea iniziale di vita.

Cominci a sentire che in quel tutto ci stai stretto. Che l’ossigeno te lo danno un sacco di altre cose che adesso ti sogni.

Che quello te lo dà la libertà.

Tua, sola, irripetibile.

Libertà vera di scegliere e non finta occasione di continuare a far girare una ruota standard e senza gusto.

Perché il gusto tu lo vuoi sentire sulle papille, non vuoi che gli altri continuino a raccontartelo per il mero piacere di immaginarlo.

Ti rendi conto, insomma, che chi si accontenta non gode.

Gode chi decide di godere in quel preciso momento, perché è lui che l’ha scelto.

Perché in tutto questo gioco da robot vince solo chi per primo resetta per reimpostarsi da solo.

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