Recensione – “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola

Non avevo mai letto qualcosa della Gazzola.

Tante volte, ancora oggi, mi riprometto di leggere la saga di Alice Allevi, aspirante medico legale, ma poi, alla fine, tendo ad evitare l’impegno di una saga di cinque libri a favore di romanzi “singoli”.

Fatto sta che questo nuovo librettino con una copertina stupenda e solo 200 pagine al suo interno mi ha subito incuriosita. Innanzitutto perché volevo capire come scriveva questa famosa autrice, e poi perché, dalla trama, la storia sembrava proprio adattarsi al periodo estivo.

Ma di cosa parla questa ultima opera dell’autrice messinese?

In breve:

La protagonista è Emma De Tessent. 30 anni, perseguitata dai tirocini nonostante il suo curriculum mozzafiato, lavora in una società di produzione cinematografica italiana e vive insieme alla madre.

Ma, un bel giorno, la società per cui lavora decide di non rinnovarle il contratto ed Emma, dopo uno scatto di rabbia, inevitabilmente si deprime. Alla sua età non è facile accettare di non aver costruito niente e di dover ripartire per l’ennesima volta da zero.

E’ così che, dopo una serie di colloqui andati male, si ritrova ad entrare in un negozio di vestiti fatti a mano per bambini. In pochi minuti, scopre che l’anziana proprietaria è in cerca di un’assistente e decide di candidarsi.

Emma sembra aver trovato finalmente in suo equilibrio, ma, quando meno se l’aspetta, il mondo del cinema torna a fare capolino.

Il romanzo, fresco e leggero, mi ha ricordato un po’ “La regina della casa” di Sophie Kinsella, in cui una celebre avvocatessa di Londra si ritrova a fare la governante dopo aver subito una grande delusione sul lavoro.

Chiaramente, sia per la mole che per la tematica, questo libro si legge velocemente. Unica pecca (a parte l’aver capito da subito come sarebbe andata a finire la storia – ma in libri come questi ci sta) i titoli dei paragrafi che l’autrice piazza ogni tanto in mezzo ai capitoli e che mozzano un po’ troppo la scorrevolezza della lettura.

Ma, a parte questo, come lettura estiva ve la consiglio caldamente.

E vi lascio con una citazione che a me è piaciuta tantissimo:

“[…] perché quando perdiamo i nostri sogni è mille volte peggio di quando perdiamo qualcosa di reale. E’ quello il momento in cui non ci resta più niente.”

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