Recensione – “L’uomo che dorme” di Paola Ciregia

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“Ogni paura si può evitare e da ogni paura si può scappare […] ma cosa succede quando si ha paura di se stessi?”

 

C’è una cosa che lo scrittore deve sempre fare per far arrivare la sua opera a chi legge. Deve essere autentico.

In questo libro l’autrice mette a nudo gli strati più profondi della sua anima e ce li racconta, senza nessuna omissione di verità.

La protagonista della storia è Marta, una ragazza in gamba con un passato tutt’altro che semplice. Le dinamiche della sua famiglia, composta da un padre autoritario, da una madre insicura e troppo attaccata a lei, e da suo fratello, hanno lasciato su di lei un segno che ancora oggi, da adulta, fatica a cancellare.

Il racconto si alterna su due piani narrativi: nel primo Marta ci racconta la sua storia, partendo dall’incontro dei suoi genitori e raccontandoci la sua infanzia e adolescenza; nell’altro, troviamo la Marta del presente nella sala d’attesa di una psicoterapeuta, un luogo in cui farà un incontro molto importante che le darà la spinta per risalire.

Leggendo questo libro vi ritroverete dentro ad un vero e proprio viaggio: non solo nel passato della protagonista, ma anche nella sua testa. Affronterete insieme a lei le paure, i dubbi, l’opprimente sensazione di sentirsi sbagliata, in difetto. Il terrore di avere legami di sangue con persone pazze e la fatica per dimostrare di non esserlo.

Oltre ai problemi famigliari, Marta dovrà fare i conti anche con l’amicizia, un sentimento che può dare e togliere tanto nello stesso momento. Sarà proprio questo a darle il colpo di grazia: l’emarginazione, infatti, rafforzerà il suo senso di angoscia, la convinzione di avere qualcosa che non va. Sentimenti e sensazioni che si tramuteranno in un malessere psico-somatico che condizionerà la sua vita.

Una delle parti che mi ha colpita di più è stata quella relativa al rapporto della protagonista con sua madre. L’eccessivo attaccamento che Marta subisce le fa provare continuamente sentimenti contrastanti, passando quindi dall’insofferenza al senso di colpa.

“Quando succedeva che la trattassi male, nel giro di un’ora ero poi assalita da un senso di colpa schiacciante. Allora la abbracciavo, sprofondavo il viso nei suoi maglioncini profumati di lavanda e le chiedevo scusa.”

Mi ha positivamente colpita anche la grinta che si cela sotto a queste pagine: l’autrice, raccontandoci le debolezze più profonde e sincere della protagonista, ci trasmette – forse inconsciamente – anche una grande forza d’animo e determinazione. Qualità grazie a cui Marta riuscirà a riprendere in mano la sua vita realizzando i suoi sogni.

Questo libro è un cerchio che si chiude. Si sente che dentro c’è molto di personale, ma nonostante questo l’autrice non sfocia mai nell’autoreferenzialità, anzi, ci racconta dei disagi interiori ben riconoscibili.

Credo che tutti noi, per un motivo o per l’altro, potremmo ritrovarci nelle frasi scritte da Paola.

Io, personalmente, ne ho sottolineate tante.


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Questa recensione è stata sponsorizzata dall’autrice.

Paola Ciregia è nata e vive in Versilia. Ha un blog, www.paolalovestravelling.com, nel quale racconta dei propri viaggi, sia quelli nel mondo, sia quelli (molto più frequenti) dentro se stessa. L’uomo che dorme è la sua opera prima.

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