Recensione – “L’invitato” di Massimiliano Alberti

“Questo libro è una mescolanza d’intrecci, nozioni e stile. E se è vero che la Pop Art è un clone di un clone, ecco un altro modo di rappresentarla” – Alberto Panizzoli

L’atmosfera viennese, tre amici e una trama intrisa d’arte: questo è “L’invitato”, il primo romanzo di Massimiliano Alberti a cui l’autore ha dedicato diversi anni della sua vita.

La storia è quella di Leo, Kevin e Tom, tre ragazzi originari di Trieste che, dopo essersi allontanati per qualche anno, si riuniscono grazie a un’idea di Tom. Quest’ultimo, infatti, propone ai suoi fedeli amici di raggiungerlo a Vienna per partecipare al progetto di una galleria dedicata interamente alla Pop Art.

I tre si ritrovano così nella suggestiva casa di Tom, in cui il lusso regna sovrano, e proprio questa sede sarà lo scenario di numerosi incontri che i ragazzi dovranno organizzare con alcune delle persone più importanti della società viennese. Individui alquanto snob e saccenti, con un bagaglio di pregiudizi nei confronti degli italiani che esternano senza riguardo.

Leo, che è il protagonista principale della storia, sarà vittima di numerose frecciatine da parte di questi personaggi, e non perderà occasione di difendersi, mostrando così il suo carattere pungente. La sua particolarità, infatti, è proprio questa: sentirsi al di sopra degli altri, in un misto di arroganza e supponenza che finirà per metterlo nei guai.

Personalmente ho apprezzato molto quelle piccole parti in cui viene fuori il lato più sensibile di Leo, rendendolo più umano agli occhi del lettore. Per quanto riguarda gli altri personaggi, ho provato simpatia soltanto per Nadir: Tom e Kevin non hanno suscitato in me alcuna empatia.

A livello stilistico, ho avuto l’impressione di leggere un classico della letteratura. Il linguaggio usato è molto elegante e denso di descrizioni che rendono molto bene il contesto in cui si svolge la storia.

Leggendo il libro, emerge moltissimo la passione dell’autore per l’arte.

Alberti, muovendo i suoi personaggi, riesce a far trapelare proprio le caratteristiche della PopArt.

Un libro scritto bene, che forse non riesce a coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine, ma che va assaporato con pazienza.


Questa recensione è stata sponsorizzata dall’autore.

Clicca qui per acquistare il romanzo attraverso il mio codice di affiliazione.

Massimiliano Alberti nasce a Trieste nel 1979, in quel cantuccio di terra cosmopolita che ha fatto da arena a molti artisti e scrittori di fama internazionale, come James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba.
Non ancora finito di terminare gli studi universitari, è assunto in una delle aziende più importanti nel mondo del caffè. Il lavoro, però, lo porta a trascorrere molto tempo via da casa, dove nei momenti di solitudine coltiva la passione per i libri e la scrittura; l’amore per la sua azienda, rinomata per la continua ricerca dell’eccellenza, influenza non di poco il suo futuro modus operandi. Se il miglior espresso deriva da un’attenta selezione fatta chicco per chicco, così lui studia altrettanto parola per parola.
Nipote dello scultore Tristano Alberti, cresce fra i bozzetti, i quadri e le statue del nonno. L’influenza artistica, dunque, lo incoraggia a prendere la penna fra le dita sino a trasformare i suoi pensieri in uno scritto. E il 24 maggio 2017, Infinito Edizioni accetta la sua proposta alla pubblicazione.

L’INVITATO è il suo romanzo d’esordio, alla cui scrittura ha dedicato anni della sua vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.