Recensione “La treccia” di Laetitia Colombani

latreccia

“Amo queste ore solitarie, in cui le mie mani danzano. È strano il balletto delle mie dita. Scrive una storia d’intrecci e d’incroci. Una storia che è mia. Ma che non m’appartiene”

Tre donne, tre storie lontane ma legate da un filo invisibile.

“La treccia”, in uscita il 3 maggio, è un romanzo che si sviluppa su tre trame parallele toccanti e profonde che si alternano, creando uno stato di attesa che vi accompagnerà dalla prima all’ultima pagina.

Questo libro è un vero e proprio viaggio in tre mondi diversi, sia fisici che interiori.

La prima storia che incontriamo è quella di Smita che fa parte dei dalit, una razza considerata troppo impura per mischiarsi alle altre e i cui membri sono relegati ai margini della società. Smita, fin dalla nascita, è stata destinata ad una mestiere ignobile: raccogliere gli escrementi degli abitanti del suo paese. Una condanna che si tramanda di madre in figlia, senza il minimo diritto di ribellione. Ma Smita è una donna forte e per sua figlia, Lalita, vuole un futuro migliore. Lalita, a differenza delle sua antenate, andrà a scuola. Avrà un’istruzione, sarà diversa. Ma quando Smita capirà che nemmeno l’ambiente scolastico può far dimenticare uno status sociale… dovrà prendere una decisione importante. La più coraggiosa della sua vita.

Giulia, invece, è una ragazza palermitana in gamba. Lavora nell’azienda di suo padre da sempre, un laboratorio in cui i capelli veri vengono trattati per realizzare parrucche. Ma un giorno un terribile imprevisto la porterà di fronte ad una enorme responsabilità. Dovrà decidere per la sua vita, ma anche per quella di altre persone a lei molto care. L’incontro con Kamal, un immigrato originario del Kashmir, la aiuterà inaspettatamente a prendere la giusta direzione.

L’ultima storia che incontriamo è quella di Sarah, una donna canadese in carriera. Fa l’avvocato ed ha lottato con le unghie e con i denti per arrivare ai vertici del suo studio, di cui adesso è socia. Sa bene che mondo del lavoro è spietato, soprattutto per una donna, ed è per questo che ha deciso di non mostrare mai nessuna debolezza. Sarah è mamma di tre splendidi figli e fatica moltissimo a conciliare la vita privata con quella lavorativa. Non ha mai preso un permesso o una settimana di ferie, non ha mai fatto pesare ai suoi soci il fatto di essere una mamma. Ha addirittura nascosto il più possibile le sue gravidanze, portando allo stremo il suo corpo, solo ed esclusivamente per il lavoro. Ma nella vita niente è prevedibile, e quando Sarah se ne accorgerà capirà che non tutto si può controllare. E che la vita, quella vera, non è tra le pareti di uno studio legale.

Tre storie diverse ma con un unico comune denominatore: il coraggio.

E come si intrecceranno le vite delle nostre protagoniste? Lo scoprirete solo leggendo.

Ho letto questo libro tutto d’un fiato: lo stile di scrittura è scorrevole e instilla nel lettore la curiosità di scoprire come andranno a finire le storie di queste tre donne. Mi sono immedesimata maggiormente nella seconda storia, quella di Giulia (che dite, sarà stato il nome?), ma anche le altre mi hanno toccata nel profondo.

È una lettura che vi consiglio se avete voglia di conoscere delle realtà in cui non vi siete mai affacciati e di immergervi in tre storie toccanti che vi faranno riflettere e lasceranno sicuramente qualcosa dentro di voi.


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Questo romanzo mi è stato inviato in anteprima dalla casa editrice che ringrazio.

Laetitia Colombani è nata a Bordeaux nel 1976. Ha studiato cinema all’École Louis-Lumière e ha diretto il suo primo film a soli venticinque anni. In breve tempo, si è imposta come regista, sceneggiatrice e attrice. Ha lavorato con attrici del calibro di Audrey Tautou, Emmanuelle Béart e Catherine Deneuve. La treccia (NORD 2018) è il suo romanzo d’esordio, che è rimasto per mesi ai vertici delle classifiche francesi e aggiudicandosi il prestigioso Prix Relay.

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