Recensione – “Il vampiro di Venezia” di Giada Trebeschi

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“La vita della carne è nel sangue. Nessuno di voi mangerà del sangue perché la vita d’ogni carne è il sangue; chiunque ne mangerà sarà sterminato”

Preparatevi ad uno dei viaggi più suggestivi che abbiate mai fatto.

E, come insegna la Oakmond Publishing, armatevi anche di un buon vino.

Siamo alla fine del ‘500, a Venezia. La peste ha decimato la popolazione e, proprio il giorno della vigilia di Natale, il parroco Don Alvise viene trovato morto, appeso per i piedi e col corpo dilaniato.

Ma qual è la stranezza di questo omicidio?

La totale assenza di sangue.

Uno scenario inspiegabile, anche per il Signore di notte Orso Maria Pisani, chiamato ad indagare sul caso.

Una tragedia che va ad alimentare una delle tante superstizioni che vigevano in quegli anni: quella dei masticatori (Nachzehrer) che, masticando appunto il sudario e i cadaveri vicini a loro, riuscivano a riprendere vitalità e a tornare sulla Terra per bere il sangue degli esseri viventi.

Pisani però è un uomo razionale, che non bada alle credenze popolari. E, anche quando gli viene affiancato Nane Zenon, un alchimista esperto del mondo occulto, resterà fermo sulle sue convinzioni.

Ma l’omicidio di Don Alvise è solo il primo di una terribile serie che sconvolgerà Venezia e i nostri due protagonisti.

Nel corso della storia incontriamo personaggi affascinanti e particolari, come Adamàs e il suo fedele servitore Paulus, i fratelli Foscari e Diamante, bellissima e sfuggente.

In questo romanzo Venezia ha una nuova veste, scura e affascinante, densa di mistero. Ed in questo scenario è molto facile immergersi nelle pagine, cullati dalla notevole sapienza dell’autrice, che dimostra non solo di saper scrivere ma anche di riuscire a padroneggiare il contesto storico sia dal punto di vista della narrazione che dei dialoghi.

Questo libro, come ci racconta la Trebeschi, prende spunto da un fatto realmente accaduto, cioè il ritrovamento – avvenuto tra il 2006 e il 2008 – del cosiddetto “Vampiro di Venezia”, lo scheletro di una donna con un mattone in bocca (unico metodo per impedire ai masticatori di tornare in vita) risalente proprio alla fine del ‘500.

Ho trovato affascinante questa storia che oscilla tra il reale ed il mistico e che ha come punto focale lo svelamento di più misteri e la risoluzione di un vero e proprio giallo che vi lascerà a bocca aperta.

Consigliato!

 



Questo romanzo mi è stato inviato dall’autrice che ringrazio.

Giada Trebeschi nasce nel 1973 e cresce a Bologna. È autore di romanzi, racconti brevi, saggi, sceneggiature e pièces teatrali che porta spesso in scena lei stessa. Due lauree, un dottorato in Storia, lavora all’università come storico di professione per quasi dieci anni poi si dedica completamente alla scrittura. Nel 2012 esce in spagnolo il romanzo “La Dama Roja” per i tipi di Boveda, Algaida seguito nel 2014 dalla versione italiana “La Dama Rossa”, Mondadori. Parla cinque lingue, ha vissuto a lungo in Svizzera, in Spagna e attualmente vive e lavora in Germania.

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