Giulia Mazzoni

"Pensando al mio futuro mi sono chiesta:
cosa voglio fare nella vita?
La risposta è stata una: scrivere.
Ma da dove si comincia?
M'hanno detto di fare un blog!"

Recensione – “I diari bollenti di Mary Astor” di Edward Sorel

mary

“Ma tu vuoi o non vuoi diventare qualcuno?”

Papà, ma io sono qualcuno. Sono me stessa”

Di Mary Astor, devo ammetterlo, sapevo poco o niente.

Così, quando ho visto questo libro, ho deciso di inserirlo subito in wishlist e, poco dopo, di regalarmelo.

Del resto va detto che la copertina è formidabile e rimanda immediatamente ad una testata giornalistica degli anni ’30, il che rende il libro molto attraente.

L’autore (che in realtà è un illustratore) ci racconta della sua passione per Mary Astor, nata in un modo davvero particolare:

“Subito dopo il matrimonio Nancy – la mia seconda moglie – e io avevamo avuto la fortuna di trovare casa in uno degli ultimi condomini dell’Upper East Side. […] L’appartamento cadeva praticamente a pezzi, e secondo Nancy la primissima cosa da fare era divellere il linoleum, piuttosto marcio, dalla cucina. Avevo eseguito, tirando via uno strato dopo l’altro fino a raggiungerne uno di giornali, evidentemente usati per pareggiare le assi di legno. Erano tutti numeri del Daily News e del Daily Mirror, e tutti del 1936″

Sorel resta affascinato da quei giornali e dalla storia di un certo scandalo che coinvolse Mary Astor e i suoi diari, così decide di indagare più a fondo, finendo per diventare forse il fan più accanito dell’attrice hollywoodiana.

L’autore ci racconta a grandi linee i punti più salienti della vita di Mary, dipingendone un ritratto psicologico fragile e a tratti criptico.

Lucile Langhanke (vero nome dell’attrice) cresce sotto le attenzioni soffocanti di due genitori egoisti, che cercano molto presto di sfruttare la sua bellezza per arrivare alla fama e garantirsi una ricchezza (su cui, ovviamente, metteranno il più possibile le mani).

La giovane Lucile, il cui sogno era solo quello di essere una brava moglie alle prese con le faccende domestiche, viene catapultata in questo mondo scintillante e, anche quando riuscirà a tagliare il cordone ombelicale, si troverà a cercare degli uomini molto simili a suo padre.

La sua vita sentimentale, infatti, è costellata di amori unilaterali, in cui è sempre lei a spendere i soldi che si è guadagnata per realizzare i sogni di chi le sta a fianco e non viene mai ricambiata con un affetto sincero.

Tra un matrimonio e l’altro, Mary diventa una bravissima attrice raggiungendo il tanto meritato successo.

Ma la sua carriera rischia di vacillare proprio quando il suo secondo marito, Franklyn Thorpe, la minaccia di rendere pubblici i suoi diari segreti, in cui l’attrice non solo dichiara le sue relazioni extra-coniugali, ma dà anche una valutazione alle prestazioni dei suoi amanti.

Ho trovato la lettura in parte interessante, perché comunque mi ha dato modo di approfondire un tema che non conoscevo, ma devo dire che, soprattutto sul finale, mi sono trovata di fronte ad una narrazione pesante, che – senza troppi giri di parole – mi ha annoiata.

La passione di Sorel per la sua diva, che senza dubbio emerge, diventa ad un certo punto quasi autoreferenziale, e quindi poco godibile agli occhi del lettore. L’autore alterna anche alcuni tratti della sua vita personale a quelli della Astor, e anche questa cosa l’ho apprezzata fino ad un certo punto.

Inoltre non sono riuscita ad entrare minimamente in empatia con Mary, una donna che non ho saputo decifrare e che, da ragazzina insicura ed oppressa, finisce per diventare una persona sleale, attrice anche nella vita. Come scrive a sua figlia:

“Marylyn, non ammettere mai niente di fronte a nessuno. L’onestà non è mai la politica migliore”

Il libro, come potete immaginare, è ricco di bellissime illustrazioni, tanto che alla fine una domanda mi è sorta spontanea: Sorel, ma perché invece di una biografia scritta non hai fatto una bella graphic novel?


Edward Sorel (New York 1929) è un designer, illustratore e animatore statunitense. Con Milton Glaser e Seymour Chwast ha fondato, nel 1954, i Push Pin Studios, una delle culle del design americano moderno. Ha scritto e illustrato molti libri, e firmato 44 copertine del «New Yorker», oltre a collaborare con «Vanity Fair», «The Atlantic Monthly» e «Time». I diari bollenti di Mary Astor – pubblicato in Italia da Adelphi nel 2017 – è apparso per la prima volta nel 2016.


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