Intervista a Valentina Sagnibene

Valentina Sagnibene è una giovane autrice di talento. Dopo aver frequentato il Master in International Screen-writing and Production presso l’Università Cattolica di Milano e aver lavorato come assistente di produzione per 3zero2Tv, è attualmente community manager per Almacreativa. appassionata di romanzi, cinema e serie tv, negli ultimi anni ha imparato che l’arte del “sapersi inventare” è preziosa almeno quanto la determinazione nell’inseguire i propri sogni.

Ciao Valentina, benvenuta! Parlaci un po’ di te.

Ciao Giulia, grazie per la bella opportunità! Mi fa piacere poter scambiare quattro chiacchiere, anche se in maniera virtuale. Chissà che prima o poi non ci incontreremo?

Scrivere è sempre stato il tuo sogno nel cassetto?

Assolutamente sì. Il mio amore per i libri in generale è nato l’estate prima di iniziare la prima elementare quando costringevo mamma e papà a insegnarmi a leggere. E poi ho cominciato a leggere di tutto un po’ (ero diventata un asso nelle etichette di qualsiasi prodotto!). Credo la mia “self-revelation” però sia avvenuta incontrando la saga di Harry Potter. Sembra banale, lo so, ma la capacità di J.K Rowling di trasportarmi in un mondo magico e il modo in cui riuscivo ad empatizzare con i personaggi mi ha fatto capire che era ciò che mi sarebbe piaciuto fare un giorno: scrivere storie e immaginare – e spero, far immaginare –  altre vite.

Come sei stata scoperta da Giunti Editore?

Stavo lavorando sul romanzo da circa un anno, grazie anche al saggio supporto di quella che poi è diventata una mia grande amica, quando ho pensato fosse abbastanza pronto per essere mandato in Giunti. Qui, per fortuna, è stato letto dall’allora editor della casa editrice che mi ha contattato in pochissimo tempo: non era scontato, visto che ero esordiente e che la storia non era il classico romance per ragazzi. Ci ho messo un bel po’ a realizzare ciò che stava succedendo, anche se poi il romanzo è stato pubblicato ben un anno dopo, visto che il calendario editoriale era già al completo.

Il tuo romanzo, “Tutto quello che non mi aspettavo”, parla di due ragazzi molto diversi, che stanno attraversando due fasi particolari della loro vita, ma i cui destini sono destinati ad incrociarsi. Com’è nata la storia di Francesco e Matilde?

La storia di Francesco e Matilde è nata un po’ per una scommessa. Durante il master incontrai l’editor di una grossa casa editrice che ci rivelò uno dei segreti per diventare autori: scrivere storie d’amore, che in generale piacciono così tanto. Ora, devi sapere che io invece faccio parte di quella schiera di lettori che non le amano particolarmente. Però il mio sogno era sempre lì e ho deciso di provarci, a scrivere una storia simile, ma a modo mio, sovvertendo gli ordini e provando a giocare con i miei personaggi. Ecco perché la storia di Francesco e Matilde è una storia d’amore… ma non soltanto.

Il protagonista del tuo romanzo è un ragazzo che scrive su un blog femminile sotto falso nome. Come ti è venuta questa idea?

Francesco è stato uno dei personaggi più divertenti da creare. L’idea che scrivesse per un blog femminile derivava proprio dalla volontà di giocare con i cliché e di dare voce a tutti quei ragazzi che hanno paura di dimostrarsi sensibili e che spesso nascondono le proprie debolezze anche agli amici più vicini per paura di essere definiti troppo “femminili”. Ovviamente la sua passione per la scrittura è una delle piccole note autobiografiche che mi sono concessa.

Matilde è una ragazza molto arrabbiata che reagisce alla vita con durezza, mettendo uno scudo tra lei e gli altri. Quanto c’è di lei in te?

Di me in Matilde c’è la difficoltà di chiedere aiuto, il chiudersi a volte in se stessa, il voler fare da sola, a tutti i costi. L’amore per un nonno un po’ eccentrico e l’attività agonistica – data la mia statura non si direbbe, ma ho giocato a pallacanestro per circa quindici anni ahahaha. L’essere, al contrario di Francesco, un po’ maschiaccio!

Quali soddisfazioni ti ha dato questo libro d’esordio?

Direi tante, anche se, visto che lavoro full time, ho avuto poco tempo per seguirne l’uscita e la promozione purtroppo ( cosa che invece mi piacerebbe molto fare). Però ho avuto molti riscontri positivi e la cosa più bella sono stati i commenti genuini e spontanei che mi sono arrivati, tra presentazioni e social. Mi ha commosso capire che i lettori avevano compreso e apprezzato ciò che volevo dire, ossia che ogni storia d’amore non è mai soltanto una storia d’amore. Detto questo, so che devo ancor crescere moltissimo come autrice, e spero di averne la possibilità.

Hai un autore preferito?

Leggo molto e di molti autori e generi diversi. Se dovessi farti dei nomi in questo momento ti direi senza ombra di dubbio Italo Calvino, che mi ha aperto un mondo con il suo “Il cavaliere inesistente”, J.K Rowling che ha segnato indiscutibilmente la mia adolescenza, e recentemente anche Elena Ferrante! Ma sono sicura di essermene dimenticata qualcuno….

Un consiglio che ti senti di dare a tutti quegli scrittori che vorrebbero vedere la loro opera pubblicata.

Oddio, mi sento l’ultima persona in grado di dare consigli però, guardandomi indietro, direi loro di non demordere e di restare sempre umili, disposti a crescere e a imparare, e a ricominciare daccapo, qualsiasi cosa accada. Soprattutto, di non buttarsi sulla prima occasione tanto per vedere il proprio romanzo pubblicato, ma di ricercare la qualità. Ne abbiamo bisogno…

Progetti futuri? Stai già scrivendo un altro romanzo?

Per ora sto realizzando un grande progetto che è stato quello di comprare casa ahaha, non sai che fatica! Scherzi a parte, il mio sogno continua ad essere quello di diventare un’autrice vera e propria e ci sto provando passo dopo passo. E sì, sto già lavorando ad un secondo romanzo per un’altra casa editrice e ne sono felicissima. Non dico niente per un’assurda forma di scaramanzia ma… Spero di essere all’altezza!

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