Intervista a Antonio Lanzetta

Antonio Lanzetta è uno scrittore salernitano che, dopo aver iniziato la sua carriera come autore di romanzi fantasy/young adult, vira verso il thriller, prima con il racconto breve Nella Pioggia, finalista del premio Gran Giallo di Cattolica, e poi con Il Buio Dentro, romanzo che gli permette di valicare i confini nazionali, venendo tradotto da Bragelonne, una delle più prestigiose case editrici d’oltralpe, in Francia, Canada e Belgio.
Il Buio Dentro viene anche citato dal Sunday Times come uno dei cinque thriller non inglesi migliori del 2017. Da quest’autunno, Lanzetta è anche opinionista di cronaca nera per la Vita in diretta su Rai Uno. “I figli del male” (La Corte Editore, 2018) è il suo ultimo libro.

Ciao Antonio, benvenuto! Quand’è che hai capito che la tua vocazione era quella di scrivere?

Ciao! Sono sempre stato un ragazzo a cui piacciono i libri e più che definirmi un “autore” credo di essere un “forte lettore”. Ho iniziato a scrivere prestissimo per poi accantonare la passione per le parole a causa degli studi universitari. Purtroppo non riuscivo a dividermi tra esami da preparare e vita: è stato piacevole ritrovare il contatto con la scrittura invecchiando.

Scrivi ovunque o hai bisogno del tuo habitat naturale?

La mia casa è il tutto quello di cui ho bisogno per scrivere. Divano, scrivania, cucina, la musica giusta in cuffia e miei gatti a farmi compagnia, a dormire intorno a me, a camminare sulla tastiera.

Sei uno scrittore che segue l’istinto o strutturi il tuo lavoro prima di svilupparlo?

Parto dai personaggi. Durante il giorno vivo la vita, faccio la spesa, vado in palestra e una parte del mio cervello è concentrata su di loro. Lascio che la loro esistenza cresca piano nella mia testa. Inizio a battere tasti al computer solo quando sono convinto di sapere come andrà a finire quello che voglio raccontare. Nessuna scaletta dettagliata, lascio che i personaggi mi raccontino la loro storia e ne prendo nota per evitare di perdermi.

Come sei stato scoperto dalla tua casa editrice, La Corte Editore?

Semplicemente inviando un manoscritto. Pubblico con La Corte Editore da quasi dieci anni. La case editrice è cresciuta molto nel tempo e oggi il suo catalogo può vantare diversi autori di fama internazionale. È difficile per un autore emergere: ci sono così tante persone che scrivono e le redazioni sono intasate.

Il tuo primo romanzo thriller, “Il buio dentro”, e il seguito, “I figli del male”, hanno avuto un grande successo sia in Italia che all’estero: te l’aspettavi?

Assolutamente no. Quando scrivi, cerchi di farlo al meglio. È la tua vita e provi a superare i limiti. Vuoi lasciare il segno e che le persone si ricordino di te, delle tue storie. Sono stato tradotto all’estero.

Quanto c’è di te nei tuoi protagonisti, Damiano e Flavio?

I personaggi devono essere animati da conflitti interiori, è questo l’elemento che li rende reali e vicini alle persone comuni. Non esiste la perfezione e io, come essere imperfetto, avrò lasciato pezzi del mio io nascosti dietro le sfumature caratteriali dei miei personaggi. Speriamo non troppi pezzi.

So che hai iniziato a scrivere dedicandoti ad altri generi letterari: young adult e fantasy. Scriverai ancora romanzi di questo tipo o pensi che adesso la tua strada sia unicamente quella del thriller?

Scrivevo libri per ragazzi e, con il tempo, la mia creatività è cambiata. Non saprei, forse, riuscire più a trattare tematiche strettamente collegate al mondo fantastico. Mi sono accorto che la realtà mi permette di analizzare temi più vicini a me, conoscere la natura umana e provare a spiegarla attraverso le metafore è una sfida interessante per un autore.

Ci sono degli autori che a tuo parere hanno influenzato e formato il tuo modo di scrivere?

Amo la letteratura di genere americana. Ho iniziato con i romanzi di Mark Twain e Terry Brooks, sono passato attraverso Richard Matheson a Stephen King, Joe R. Lansdale, Dennis Lehane e molti altri. È inevitabile che le letture abbiano influenzato la mia scrittura.

Dai un consiglio ad un autore emergente.

Leggere come se non ci fosse un domani. Non si può assolutamente immaginare di scrivere senza avere passione per la lettura. I libri si vivono.

Progetti futuri?

Continuare a scrivere. Se avete letto Il Buio Dentro e I Figli del Male, nel 2019 mi ritroverete in libreria con un nuovo romanzo.

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