“Il kit di sopravvivenza”

Strofino il panno sul vetro che oggi non vuole farsi pulire.

Mi asciugo la fronte con l’avambraccio, stando attenta a non toccarmi col guanto. Per la mia gioia i miei semplici guanti gialli si sono bucati e, circa mezzora fa, ho scoperto che gli unici sostituti erano quelli dell’addio al nubilato.

Cioè neri col pelo fucsia.

Ma il sabato è giorno di pulizie e devo fare in fretta, prima che torni mio marito.

Ci siamo sposati un anno fa e appena siamo andati a vivere insieme ho scoperto le sue manie per l’ordine.

Vedi quando dicono di andare a convivere prima di sposare una persona?

Così, dopo il viaggio di nozze in Thailandia, ho scoperto che io e Marco non abbiamo proprio le stesse idee sulla gestione della casa.

Tipo che secondo lui appena hai finito di mangiare devi subito sparecchiare e lavare i piatti. Che appena ci alziamo il letto va rifatto. Che ogni week-end, cascasse il mondo, bisogna pulire tutta la casa.

E allora eccomi, in tenuta da pulizie, con i guanti più ridicoli sul pianeta Terra, a maledire la finestra opaca della cucina.

In tv stanno dando uno dei miei film preferiti, “Il diario di Bridget Jones”. A dire il vero in questo momento mi sento un po’ come lei. Apro la porta finestra e vado sul terrazzo: ho bisogno di prendere un po’ d’aria.

Mi dirigo verso il lavabo e apro il mobiletto sottostante: dietro i detersivi e gli spray prendo un piccolo astuccio rosso, nascosto sul fondo del mobile.

Con il mio tesoro mi rannicchio ad un angolo del terrazzo e apro lentamente l’astuccio. Finalmente sola col mio kit di sopravvivenza: sigarette e accendino.

Sfilo una Marlboro Light dal pacchetto e la accendo assaporando appieno il primo tiro. E’ bello concedersi un momento di pausa dalla vita normale. Tra un’ora Marco tornerà ed io tornerò ad essere la moglie perfetta di sempre: andremo a fare un giro all’Ikea in cerca di non so bene cosa e poi a cena da dei nostri amici. In realtà amici suoi e di cui conosco a malapena il nome. Ma, comunque, gente che ha la casa tenuta meglio della nostra, questo è quello che dice sempre lui.

E quante critiche: questo non è pulito bene, la camicia me l’hai stirata male, il divano è pieno di peli di gatto.

Eh grazie, abbiamo un gatto. Che vuoi fare, depilarlo? A volte non so se crede di essersi sposato con la Puligest o un servizio di lavanderia. O se è pentito di aver preso un norvegese invece di uno sphynx. Comunque pare che il primo anno sia un po’ critico per tutti: c’è da trovare un equilibrio. Così dicono. Poi una volta trovato, tutto fila liscio come l’olio. Cazzo, l’olio! Ecco cosa dovevo comprare alla Conad. E ora chissà quante storie farà quello. Già me lo immagino: “ti avevo scritto la lista precisa, non era difficile”. Prendo un’altra boccata di quell’ossigeno che fa male ai polmoni e scuoto la testa. Eppure quando eravamo fidanzati era così carino… mi riempiva sempre di attenzioni, mi faceva un sacco di regali… e poi tutti azzeccati! Borse, anelli, scarpe… era riuscito perfino ad indovinare il mio numero. Insomma, un uomo da sposare.

Ma chi se lo aspettava che la metamorfosi post-matrimonio lo facesse diventare un maniaco del mocio Vileda?!

Amore ci sei?”

Porca miseria ladra. E’ rientrato prima!

Lancio la cicca fuori dal terrazzo e mi rimetto in piedi.

Ahia! Ma che è, un mozzicone? Chi è stato?”

Ecco la sfiga primordiale che si manifesta.

Signorina guardi che lo so che è stata lei!” – urla la vecchia Montagni, nostra vicina di casa nonché donna odiosa. Ma proprio ora doveva uscire in giardino?

Faccio finta di nulla mentre cerco di rimettere il kit di sopravvivenza al suo posto.

Amore ma dove ti sei cacciata?” – chiede Marco mentre cerco di chiudere l’astuccio.

Signorina, dico a lei! La vedo con quei guanti!” – ma non c’aveva la cataratta?

Amor…” – Marco esce sul terrazzo e si blocca. Gli rivolgo un sorriso ma lui, sentendo la vecchia strillare, si affaccia: “Signora, che è successo? Qualche problema?”

Il problema è che quella maleducata di sua moglie mi ha lanciato una sigaretta in testa! Si dovrebbe vergognare!”

Guardi signora che qui c’è un equivoco: mia moglie non fuma”

Si gira verso di me con aria confusa e fa scendere gli occhi verso l’astuccio che ho in mano. Anzi, tra i guanti col pelo fucsia. Lo vedo aggrottare le sopracciglia e sniffare l’aria intorno. Poi mi lancia uno sguardo di rimprovero.

Mi sa che oggi all’Ikea non ci si va.

 

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