“Daria aspetta il treno”

Daria aspettava il treno da almeno mezzora.

Accidenti a Trenitalia! Possibile che tutte le volte che devo andare all’università ci sia il treno in ritardo?”.

In piedi per il nervoso al binario 5 della stazione di Prato, si mangiava le unghie come se non ci fosse un domani.

E poi che palle” – pensava – “possibile che i miei compagni di corso vengano tutti da Firenze? Mai qualcuno con cui fare due chiacchiere”.

Diciamo che il periodo per Daria non era dei migliori.

Frequentava il secondo anno di Economia e Commercio con risultati non troppo brillanti ed era appena stata lasciata da fidanzato, un fighetto di Scienze Politiche con i jeans firmati e la puzza sotto il naso.

Lei stessa non capiva come avesse fatto a piacerle quel soggetto.

Ehi scusa, ma passa da qui il treno per Rifredi?”

Daria alzò lo sguardo: una ragazza madida di sudore stava correndo verso di lei con le guance rosse per la fatica.

Sì ma tranquilla, tanto come al solito è in ritardo!”.

La ragazza si fermò accanto a lei e si mise le mani sulle ginocchia per riprendere fiato.

Oddio, ho fatto una corsa assurda…”

Daria la guardò: aveva i capelli neri e delle curiose lentiggini sul naso.

In genere non era particolarmente estroversa con gli sconosciuti, ma in fondo quella ragazza sembrava simpatica.

Stai andando anche tu all’università?” – le chiese.

La ragazza si rimise in posizione eretta.

Sì, stamani ho lezione alle 10 e ho paura di arrivare in ritardo!”

Anche io! Cosa studi?”

Faccio economia e commercio, sono al secondo anno”

Davvero? Ma se non ti ho mai vista! Anche io frequento quella facoltà”

Beh in genere prendo il treno che passa prima di questo ma oggi la sveglia non ha suonato!”

Finalmente una pratese che fa Economia! – pensò.

Comunque piacere, Daria” disse porgendole la mano destra.

La ragazza si asciugò la mano sudata sui jeans e gliela porse a sua volta:

Piacere mio, Viola”.

Il treno finalmente arrivò e le due ragazze vi salirono mettendosi a sedere una di fronte all’altra.

Chiacchierarono del più e del meno: gli esami, il professore super palloso di storia economica, i piatti deludenti della mensa, le prove d’esame troppo frequenti.

Scoprirono di avere in comune anche la passione per i libri: Viola era un’appassionata di classici ed adorava Tolstoj, mentre Daria leggeva tutti i gialli che le capitavano sottomano, soprattutto quelli della Christie.

Finalmente arrivarono alla stazione di Rifredi e si incamminarono insieme verso l’università.

Era bello per una volta non dover fare tutto quel viaggio in solitudine. Forse – pensava Daria – questo era l’inizio di una nuova epoca: finalmente avrebbe potuto studiare insieme ad un’amica.

Una volta arrivate a Novoli le ragazze si avviarono verso il bar: era da quando si erano presentate che non avevano mai smesso di parlare.

Tu avviati pure al bar, io vado un attimo in bagno” – disse Viola.

Daria, felice per la piega che aveva preso la sua vita, ordinò un cappuccino e una pasta alla crema e si mise a sedere ad uno dei tavolini arancioni del locale.

Prese il cellulare per guardare l’ora: erano le 9.30.

Nonostante il ritardo del treno, sia lei che Viola erano in perfetto orario per la lezione.

Finì il pezzo dolce e iniziò a bere il cappuccino.

Poi, visto che la nuova amica cominciava a metterci un po’ troppo, prese uno dei giornali appoggiati sul tavolo accanto al suo.

Forse ha trovato fila in bagno” – pensò.

Con gli occhi scorreva le notizie mentre mentalmente si annotava le cose che avrebbe dovuto fare nel corso della giornata.

Poi, improvvisamente, la tazza le cascò di mano e si infranse sul pavimento del bar.

Signorina! Stia più attenta! Che cavolo”

Ma Daria sembrava non aver sentito la voce della cameriera.

Gli occhi sgranati erano rimasti fissi su un titolo di giornale.

Ragazza travolta dal treno, muore a 20 anni”

La foto incorniciata dall’articolo, era quella di Viola.

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