5 cose che ho imparato ai corsi di scrittura

Nel periodo dell’università (e anche successivamente) ho avuto modo di frequentare dei laboratori di scrittura creativa, alcuni dei quali tenuti dal bravissimo Divier Nelli, per il quale nutro una grande stima, sia come scrittore che come persona.

Nel corso di queste esperienze ho imparato molte cose, tra cui queste che vedete elencate di seguito:

  1. L’ispirazione non esiste. Ebbene sì, è dura da accettare ma è così. E’ vero, può esserci il momento in cui può sembrarci di essere maggiormente portati a buttare giù uno scritto, ma i laboratori che ho frequentato mi hanno dimostrato che siamo in grado di scrivere esattamente quando noi lo vogliamo. Sembra assurdo, ma un contesto del genere ti obbliga a scrivere sul momento, a sfornare un racconto in mezzora partendo soltanto da due righe di incipit e, devo dire, con risultati sorprendenti. Insomma, come tante cose, l’ispirazione è solo una condizione mentale.
  2. Non raccontare, mostra (Show, don’t tell). E’ una delle più famose tecniche narrative secondo cui è preferibile utilizzare azioni e dialoghi al posto di troppe descrizioni che rischiano di annoiare il lettore. Non è così semplice come sembra, ma per chi ama scrivere è sicuramente qualcosa su cui lavorare.
  3. Farsi una scaletta può servire, ma non è fondamentale. Durante i corsi di scrittura che ho frequentato mi sono sempre sentita la pecora nera della situazione perché ero l’unica a non usare le scalette. All’inizio credevo di avere un’impostazione sbagliata di partenza, poi, più avanti, ho capito che ogni scrittore ha una sua natura e che molti si slegano dal metodo della scaletta per favorire la scrittura di getto. Certo, il lavoro successivo di editing sarà più difficile rispetto a quello degli altri.
  4. E’ utile leggere tutto. Qualsiasi libro, anche quello più trash, può insegnarti qualcosa sulla scrittura. Spaziare tra più generi serve proprio a capire cosa è bene e cosa è male.
  5. Bisogna scrivere tanto, non importa se qualcosa sarà da buttare. Come un pittore dipinge tele su tele ed è destinato a buttarne via parecchie, anche uno scrittore non amerà tutto quello che uscirà dalla sua tastiera. Scrivere tanto e spesso è un buon allenamento e, anche se a volte qualcosa ci sembrerà proprio illeggibile, sarà comunque un’esperienza per riuscire a fare meglio più avanti.

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