Film – “Il vizio della speranza” di Edoardo De Angelis

Chi mi segue su Instagram sa che mercoledì scorso ho avuto l’opportunità di vedere in anteprima il nuovo film di Edoardo De Angelis, “Il vizio della speranza”, tratto dall’omonimo libro edito Mondadori e scritto dal regista stesso.

La storia è ambientata a Castelvolturno (Caserta), una città fantasma, abbandonata a se stessa, dove le strade non hanno più un nome, la spazzatura non viene raccolta e le case sono sventrate. Maria, che al mondo ha solo una madre alienata e un cane dal quale non si separa mai, è reduce da un passato marchiato dall’orrore. Violentata brutalmente da bambina e poi buttata in mare, porta ancora addosso i segni di tanta crudeltà: uno sfregio sul viso e l’impossibilità di diventare madre.

Tra i rifiuti tossici e un nichilismo dominante, Maria traghetta le prostitute nigeriane incinte gestite da sua zia sul Volturno, obbligate ad affittare il loro utero per sopravvivere. Ma questa monotonia disumana è destinata ad interrompersi nel momento in cui la protagonista scopre di aspettare un figlio. Da quel momento qualcosa dentro di lei cambia ed è proprio quel miracolo a risvegliare quella speranza che per tanti anni era stata annullata.

Durante un traghettamento, Maria decide di far fuggire Fatima, una delle prostitute, e di farle tenere il suo bambino. Questa mossa metterà in pericolo non solo la sua vita, ma anche quella di suo figlio e la porterà davanti ad un bivio che cambierà per sempre la sua vita.

Una storia cruda, feroce, non facile da digerire, ma che ci fa capire quanto sia importante non perdere mai la speranza, perché anche da un’esistenza spietata si può ripartire costruendo qualcosa di nuovo e di più bello.

De Angelis è riuscito a trasmettere benissimo le atmosfere di disagio e degrado, raccontandoci una storia disperata ma allo stesso tempo istruttiva. Bravissima l’attrice protagonista Pina Turco (moglie del regista) che ha saputo rendere al meglio un personaggio così difficile da interpretare.

Non so come sia il libro (esordio letterario di De Angelis), ma so che questo film mi ha attraversata, lasciandomi un segno importante e una nuova consapevolezza.

Ringrazio la Mondadori per avermi dato questa possibilità e faccio i miei complimenti a Edoardo De Angelis e Pina Turco.

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