Abracadabra…

Allora, tanto per chiarire, sono in quella fase della mia vita che io chiamo la “fase Kinsella”, cioè quella in cui la soglia più alta della mia attenzione va a tutte quelle belle cose frivole che farebbero inorridire ogni uomo etero (trucchi, shopping, creme e cremine ecc. ecc.).

Mea culpa.
Purtroppo o per fortuna (ma tendo per la seconda) sono fatta di tantissime, diverse, sfaccettature che prevalgono o meno a seconda dei periodi.
Quindi c’è il periodo in cui studio mattina-pomeriggio-e-sera, quello in cui mi va di sperimentare in cucina, quello in cui canterei sempre e mi va di scrivere canzoni, quello in cui mi appassiono per le riviste di moda e quello in cui mi bevo dei libri tristissimi e pesanti in pochi giorni.
Questa sono io, e c’è poco da fare.
E proprio in questa fase del mio essere (che suppongo svanirà la prossima settimana, non appena riprenderò in mano la tesi), oltre a spulciare le foto delle fashion blogger e a guardarmi una buona parte dei tutorial di ClioMakeUp, mi sono anche letta un bel librino leggero leggero. Mi era stato regalato un annetto fa (forse lo scorso Natale?) non so da chi e l’avevo riposto nello scaffale dei libri che “prima o poi” leggerò. Ero pronta per leggere tutt’altro quando, passando nello studio di casa mia, l’occhio mi è cascato sopra quel libro.
Il primo libro che mi ha messo i ringraziamenti in cima anziché in fondo. Miracolo!
Insomma dopo essermi letta, come al solito, la trama assieme a vita morte e miracoli dell’autrice, mi sono immersa nella lettura.

La prima cosa che mi ha colpita è il fatto che la Carroll, pur scrivendo un libro di genere femminile, è riuscita ad osare senza cadere nel banale.
La protagonista della storia è Cassandra, una ragazza che nasce con il dono della preveggenza. Assediata fin da bambina dalle zie zitelle che muoiono dalla voglia di sapere QUANDO incontreranno l’uomo della loro vita, Cassie riesce a trasformare il suo dono in un vero e proprio lavoro, rispondendo alle lettere delle fans sulla famosa rivista “Tattle”.
L’intento di Cassie – che in molti punti della storia dimostra quanto, a volte, può essere crudele trovarsi proprietaria di una dote così grande – è quello di aiutare chi le scrive, tenendo ben presente il fatto che ognuno è artefice della sua vita e che quindi ciò che vede potrebbe anche non verificarsi (cosa che però, alla fine, non succede mai).

Il libro, anche solo per il genere a cui appartiene, si lascia leggere benissimo e la storia, seppur intuibile fin dalla metà del libro, è ben strutturata.


COSA NON MI E’ PIACIUTO:

1) All’inizio della storia la protagonista, dopo aver letto una lettera che ha ricevuto, dice di voler andare subito dalla signora che le ha scritto; cosa che, invece, succede quasi a fine libro;
2) Avrei dato qualche capitolo in più alla storia d’amore che sboccia tra…non ve lo dico 🙂
3) I refusi. Io ODIO i refusi, soprattutto in romanzi pubblicati che dovrebbero essere stati riletti ALMENO da due o tre persone. E di questo, però, la colpa non va data all’autrice.

COSA MI E’ PIACIUTO:

1) Come ho scritto sopra, l’autrice ha osato senza cadere nel ridicolo;
2) Il dono della protagonista risulta nel corso della lettura come qualcosa di naturale, tanto che, alla fine del romanzo, ti stupisci di non averlo anche tu!
3) Come tutti (o quasi tutti) i libri di questo genere, scorre che è una favola.

VOTO: 7 e mezzo

CONSIGLIATO PER CHI: ha voglia di leggere qualcosa di leggero e non storce il naso di fronte alla magia!

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