Giulia Mazzoni

"Pensando al mio futuro mi sono chiesta:
cosa voglio fare nella vita?
La risposta è stata una: scrivere.
Ma da dove si comincia?
M'hanno detto di fare un blog!"

#Recensione #Scrittori Emergenti – “Thanatos” di Francesco Carta

L’uomo non era nato per vivere in pace ed in armonia. L’uomo, era portato all’autodistruzione. Bramava la morte e le sue irrimediabili conseguenze.

 

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“Cosa accadrebbe se fossimo costretti a fare esattamente la prima cosa che ci viene in mente?
Cosa accadrebbe se non avessimo un freno, una morale, dei limiti dettati da pudore o leggi interiori?
Il mondo reggerebbe l’urto, o si autodistruggerebbe?”

 

Sono questi i grandi interrogativi alla base del romanzo di Francesco Carta. Autore esordiente, classe 1992, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università La Sapienza di Roma.

Francesco mi ha inviato il suo libro un paio di mesi fa e devo dire che sono stata davvero felice di leggerlo.

Thanatos è un libro che spaventa. E lo fa perché parla della nostra attualità, o meglio, la riprende per smascherarla e darle un esito fantasioso ma, purtroppo, non molto distante dai fatti che vediamo ogni giorno al telegiornale.

Inizialmente, il libro sembra quasi una raccolta di racconti: ogni capitolo ha i suoi personaggi.

C’è l’onorevole Loi che incarna la figura stereotipata del parlamentare interessato solo al potere e per niente alla morale; ci sono George King e Stephen Brown che lavorano nella base militare statunitense di Camp Able in Macedonia; c’è Mike, il Dj che non riesce a scordare il suo amore passato; una coppia gay che è vittima della mentalità chiusa che domina la società; Marilou, la precaria stressata; ed infine Baba, l’immigrato clandestino.

Questi personaggi sembrano essere scollegati in un primo momento, ma già dopo poche pagine diventa chiaro che ciò che li lega è l’odio per qualcuno o qualcosa. I protagonisti, che poi si incroceranno non solo idealmente ma anche nel concreto, sono avvelenati da un livore che domina ormai le loro vite.

Ma poi qualcosa succede. Qualcosa di inaspettato ma forse, allo stesso tempo, inevitabile.

Freud sosteneva l’esistenza di un bisogno intrinseco di morire che ogni essere vivente possiede. Ma cosa accadrebbe se questo istinto improvvisamente comparisse dentro ognuno di noi? Cosa succederebbe se tutti i nostri filtri morali e sociali andassero piano piano a scomparire?

L’ottima capacità narrativa di Francesco Carta ve lo farà scoprire pagina dopo pagina.

Leggendo il suo libro, è chiara la passione che questo ragazzo nutre per la politica, ed è proprio questo suo forte interesse che ci dà un quadro completo e dettagliato del contesto internazionale in cui è immerso il suo romanzo e in cui noi stessi, in parte, ci troviamo.

Mi ha fatto sorridere una frase che ha scritto alla fine dei ringraziamenti e che vi riporto di seguito:

“Tutto ciò che è stato narrato in questo romanzo è frutto della mia fantasia e non fa alcun riferimento a fatti o persone reali… O almeno spero sia così!”

Francesco, detto tra noi, lo spero tanto anch’io!

 


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