Giulia Mazzoni

"Pensando al mio futuro mi sono chiesta:
cosa voglio fare nella vita?
La risposta è stata una: scrivere.
Ma da dove si comincia?
M'hanno detto di fare un blog!"

Recensione – “Play” di William Bavone

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“Come fai ad avere le ali e non cercare di volare, Davide?”

 

Avete presente quei libri che inizialmente non vi attraggono ma poi finiscono per sorprendervi? Ecco, “Play” è uno di quelli.

Ho iniziato a leggere questo romanzo senza grandi aspettative, anche perché la sinossi non mi aveva entusiasmata particolarmente, ma poi, pagina dopo pagina, mi sono immedesimata nel romanzo senza quasi rendermene conto.

Il protagonista della storia è Davide, un adolescente dei giorni nostri che vive di social network e PlayStation. Tutte le sue relazioni sociali sono fondate sul mondo virtuale, e purtroppo di autentico hanno molto poco.

Questo Davide non lo capisce finché un giorno, per puro caso, suona al campanello del suo vicino di casa e viene catapultato in un mondo completamente nuovo: quello reale.

Per la prima volta il giovane ragazzo si trova a stabilire una relazione vera con una persona più grande di lui, relazione che non hanno saputo dargli nemmeno i suoi genitori, super impegnati col lavoro e attaccati tutto il giorno allo smartphone. Davide resta incuriosito dal mondo del “Vecchio” (così si fa chiamare l’anziano condomino), un mondo fatto di ricordi tangibili, esperienze vissute e tanta buona musica.

Per una volta a stimolare il suo interesse non è il contenuto di uno schermo, ma una persona in carne ed ossa.

È così che il nostro protagonista inizia a trovare delle scuse per bussare alla porta del suo vecchio amico che, giorno dopo giorno, riesce a farlo appassionare non solo ai grandi artisti della musica, ma alla vita vera, quella che il mondo virtuale non potrà mai eguagliare.

Il “Vecchio”, quasi magicamente, fa sparire la voglia che aveva Davide di stare davanti ad uno schermo, e gli fa capire quanto invece sia importante l’amicizia vera, quanto siano belle le chiacchierate faccia a faccia, quanto può essere istruttivo ascoltare buona musica anziché rimanere inebetiti davanti ad un videogame.

Mi è piaciuto moltissimo questo graduale rapporto tra due persone così lontane tra loro, la voglia crescente del protagonista di voler imparare e scoprire da un anziano tutte quelle cose che non ha mai conosciuto ma di cui poi non potrà più fare a meno. Ho anche apprezzato il modo in cui è stato strutturato il romanzo, dando ad ogni capitolo il titolo di una canzone che è poi quella che il Vecchio farà ascoltare a Davide.

Devo dire che anche io mi sono immedesimata nel protagonista e ho trovato nelle parole dell’anziano vicino di casa uno stimolo per staccarmi dalla dimensione virtuale in cui troppo spesso mi ritrovo immersa.

Unica pecca di questo libro i tanti refusi ed errori grammaticali: consiglio alla casa editrice di rivedere bene l’editing prima di ristamparlo.

Fatemi sapere se anche voi lo avete letto o se la storia vi incuriosisce!

Alla prossima!

 


 

L’autore:

William Bavone, laureato in Economia Aziendale presso l’Università del Sannio-Benevento, ha collaborato con diverse riviste di geopolitica italiane e argentine. È analista per la rivista Scenari Internazionali. È autore de “Le rivolte gattopardiane” (Anteo Edizioni 2012), vincitore del Premio Nabokov 2014 – sezione Saggi Editi; “Sulle tracce di Simòn Bolìvar (Anteo Edizioni 2014); “Appunti di geopolitica” (Arduino Sacco Editore 2014); “Eurorisma” (Castelvecchi Editore 2016); “Sul declino della globalizzazione” (Tra Le Righe Libri 2017). Dopo esser nato in Salento e dopo aver vissuto a Roma e Benevento, oggi vive stabilmente (forse) a Parma.


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