Giulia Mazzoni

"Pensando al mio futuro mi sono chiesta:
cosa voglio fare nella vita?
La risposta è stata una: scrivere.
Ma da dove si comincia?
M'hanno detto di fare un blog!"

Recensione – “Noi contro questa cosa senza nome” di Chiara Giacomin

giacomin

“Ecco chi è Riccardo. Un bambino amato, non solo per i suoi limiti e le sue difficoltà, ma soprattutto per i suoi sorrisi e il suo Amore. È amato da tutti, a dismisura, e coccolato infinitamente. È sicuramente stato mandato dal cielo, con un obiettivo ben preciso: portare Amore, dove Amore ancora non c’è.

E ci sta riuscendo, alla grande”

“Noi contro questa cosa senza nome” è un libro che mi ha commossa fin dal principio.

Fin da quando Chiara, l’autrice e mamma di Riccardo, il bambino protagonista, mi ha contattata per chiedermi di recensirlo.

Quando mi è arrivato ho letto la sua bellissima dedica e ho capito che quello che stavo tenendo in mano non era un romanzo come tutti gli altri.

Tra le mie dita c’era un pezzo di vita, e dovevo averne cura.

L’opera di Chiara è una vera e propria testimonianza che viene offerta al lettore secondo uno schema molto originale.

La storia, infatti, è divisa in tre parti.

Nella prima, il tema dominante è l’attesa: Riccardo è in cielo, sulla sua nuvoletta che si chiama Genoveffa, intento a scegliere i genitori adatti a lui. In una posizione così privilegiata riesce ad individuarli e, non con pochi sforzi, a farli incontrare.

Chiara e Francesco si innamorano e subito dentro di loro cresce la voglia di avere un bambino.

Riccardo si fa desiderare, sembra quasi voler fare un dispetto. In realtà vuole solo essere sicuro che i suoi genitori siano veramente pronti ad accoglierlo.

Tutto questo perché ha in serbo per loro un “piccolo scherzo”, come lo chiama l’autrice. Una sorpresa che cambierà radicalmente la loro vita.

La seconda parte viene raccontata dal punto di vista di Chiara: lei che resta incinta, che si sposa, che porta a termine la gravidanza. In questa fase della storia entriamo in contatto con le aspettative e le sensazioni più profonde di questa neomamma ancora ignara del suo destino. Ma, come ogni madre, Chiara ha un sesto senso: sente che avrà bisogno di tanta forza e la chiede in preghiera, senza sapere esattamente perché.

Quando Riccardo nasce lo fa senza piangere, in silenzio.

I suoi genitori capiscono subito che è un bambino speciale, diverso dagli altri.

“Era piccolo, magro, con gli occhi sempre chiusi. Mi sono resa conto solo in quel momento che, da quando era nato, non avevo ancora visto il colore dei suoi occhi.

Nel suo minuscolo piede c’era una piccola sonda, collegata ad un aggeggio che suonava, in continuo.

Bip Bip.

Bip Bip.

I numeri lampeggiavano e diventavano rossi, poi salivano i parametri, il suono si interrompeva e i numeri diventavano verdi.

Poi di nuovo.

Bip Bip.

Bip Bip.

Numeri rossi.

Lampeggiamento.

Bip. Bip.

…E poi è iniziato il suono delle mie lacrime.”

A quattro anni Riccardo ancora non parla e non cammina. Chiara e Francesco hanno cercato e cercano ancora una causa a questo terribile effetto, ma nessuno ha saputo aiutarli. E, dopo tanta sofferenza, hanno scoperto una cosa bellissima: è proprio questa “cosa senza nome” che gli ha insegnato l’importanza del “qui ed ora”, la bellezza dell’apprezzare ogni momento che abbiamo senza farcelo rovinare da ciò che invece ci manca.

Come dicevo prima, questo non è un semplice libro: è vita vera. È una storia che dovremmo leggere e divulgare, per sensibilizzare e sensibilizzarci. Per fare in modo che Chiara e le mamme come lei non debbano preoccuparsi, un giorno, di far accettare i loro figli in una società troppo chiusa e bigotta. Per capire che nessuno è esente da un’esperienza come la sua e che solo con l’amore, quello vero, si può sopravvivere.

E per concludere: no, non mi sono dimenticata di raccontarvi la terza parte del libro.

Negli ultimi capitoli la vera protagonista è la sorellina di Riccardo. Quella che ancora non esiste e tiene compagnia a Genoveffa. Quella che forse, un giorno, farà parte di questa bellissima famiglia.

Ed io glielo auguro, con tutto il cuore.


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Chiara Giacomin è nata e cresciuta tra le colline venete, in provincia di Treviso, è laureata in Scienze della Formazione Primaria. E’ Moglie, Mamma e Insegnante. Da novembre condivide i suoi pensieri e le sue esperienze di vita nel blog da lei creato e riporta tutti i progressi e le conquiste del suo bimbo Speciale sulla pagina Facebook con il medesimo nome, trasmettendo sorrisi e gioie a quanti desiderano seguirli.


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