Giulia Mazzoni

"Pensando al mio futuro mi sono chiesta:
cosa voglio fare nella vita?
La risposta è stata una: scrivere.
Ma da dove si comincia?
M'hanno detto di fare un blog!"

Recensione – “L’ultima scelta” di Leonardo Gori

gori

 

“Era stanco. Anche se non lo voleva, la sua rabbia si stava sciogliendo e si arrendeva al destino”

Gli anni ’70, un colonnello in pensione e una buona dose di intrighi e misteri.

Sono questi gli ingredienti che compongono “L’ultima scelta”, nuovo attesissimo capitolo della saga di Leonardo Gori.

Nel freddo clima di Gennaio ritroviamo un Bruno Arcieri un po’ invecchiato, nostalgico, ma con una vita tutto sommato stabile: ha nuovi interessi, una storia con la bella Marie e la sua carriera, dopo tanti anni, è volta al termine.

O almeno, così crede lui.

Ma proprio mentre pensa di potersi lasciare il passato alle spalle, il colonnello viene convocato in gran segreto da un alto dirigente dei servizi che gli affida un ultimo incarico: trattare con una fonte americana che vuole vendergli informazioni utili a far saltare i cosiddetti “Servizi deviati” e che pare fidarsi solo di Arcieri.

Il nostro colonnello accetta e, in men che non si dica, viene portato in una villa toscana semi-abbandonata, dove trova Nanette – una sua vecchia conoscenza – intenta a gestire una pensione per studentesse finlandesi.

Proprio in quel luogo spoglio verranno organizzati gli incontri con la fonte, L’agente Zero, che riuscirà fin da subito a mettere in crisi il nostro protagonista.

Arcieri, infatti, scoprirà ben presto che Zero è appoggiato anche dai Servizi israeliani tramite Elena Contini, colei che è stata (e forse è ancora) il grande amore del colonnello.

Ma cosa nasconde la spia americana? E Arcieri potrà davvero fidarsi di lui?

La storia si evolverà tra sospetti e doppi giochi, andando a minare inesorabilmente le sicurezze e gli equilibri dell’anziano colonnello, fino a quel bivio, quell’ultima scelta da prendere, la più sofferta ma forse anche la più consapevole…

Bellissima la parte introspettiva del protagonista che ci viene raccontata con maestria, riuscendo a coinvolgere il lettore anche sul piano emotivo.

A livello stilistico credo che l’autore sia riuscito a migliorarsi ancora di più e il modo in cui sono stati strutturati i capitoli (che spesso finiscono con un colpo di scena) ha contribuito a tenermi incollata alle pagine.

Ho adorato ancora una volta la presenza del Commissario Bordelli (protagonista dei romanzi di Marco Vichi, ndr) in questo libro: questo parallelismo tra la vita reale e quella narrativa (Vichi/Gori – Bordelli/Arcieri) è a dir poco emozionante per chi, come me, stima entrambi gli scrittori.

Un romanzo scritto con la bravura che contraddistingue Gori, da gustare pagina dopo pagina (magari in compagnia di un buon vino toscano).

Consigliato!

 


Ringrazio la casa editrice TEA per avermi inviato questo romanzo.

Clicca qui per acquistare il romanzo.

Leonardo Gori vive a Firenze. È autore del ciclo dei romanzi di Bruno Arcieri: prima capitano dei Carabinieri nell’Italia degli anni Trenta, poi ufficiale dei Servizi segreti nella seconda guerra mondiale e infine inquieto senior citizen negli anni Sessanta del Novecento. Il primo romanzo della serie è Nero di maggio, ambientato a Firenze nel 1938, cui sono seguiti Il passaggio, La finale, L’angelo del fango(Premio Scerbanenco 2005), Musica nera, Lo specchio nero e Il fiore d’oro, gli ultimi due scritti con Franco Cardini. La serie di romanzi è in corso di riedizione in TEA. È anche autore di fortunati thriller storici e co-autore di importanti saggi sul fumetto e forme espressive correlate (illustrazione, cinema, disegno animato).


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