Giulia Mazzoni

"Pensando al mio futuro mi sono chiesta:
cosa voglio fare nella vita?
La risposta è stata una: scrivere.
Ma da dove si comincia?
M'hanno detto di fare un blog!"

Recensione – “Il nostro Garibaldi” di Divier Nelli

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“Quando fece uscire i soldati dalla stanza il prigioniero era del tutto irriconoscibile. Aveva escoriazioni sul mento, tagli infiammati, sangue rappreso sulle guance, il cuoio capelluto lacerato in più punti. Ai piedi della sedia c’erano cumuli di capelli, peli di barba rossicci e il lobo dell’orecchio. Il piccoletto gli si parò davanti e inclinò di lato la grossa testa fissandolo dritto negli occhi.

Generale Garibaldi, che ne dite adesso di parlare?”

 

Un racconto che dura quanto un buon bicchiere di vino.

E il vino è proprio la casa editrice a suggerirvelo: la Oakmond Publishing, infatti, consiglia all’inizio di ogni suo libro una degustazione da abbinare alla lettura che si sta per iniziare, per allargare l’esperienza intellettiva anche al senso del gusto.

Originale, no?

E quindi, in compagnia di un buon Barolo, ci avventuriamo in un racconto risorgimentale, scritto da un Divier Nelli che non delude mai.

La storia è ambientata nel 1860 e si sviluppa su due trame parallele che andranno inevitabilmente ad incontrarsi nel capitolo finale.

Come avrete capito, il protagonista della storia è Garibaldi che, dopo essere stato catturato dall’esercito borbonico, viene tenuto prigioniero in una cella di Trapani.

Nonostante le numerose torture, il nostro condottiero non sembra intenzionato ad aprire bocca.

Ma cosa si nasconde dietro questo ostinato silenzio?

La storia scorre con naturalezza e lo scrittore è bravissimo ad alternare momenti di tranquillità a scene tanto realistiche quanto crudeli. Divier ci fa masticare i dettagli più crudi, descrivendoli in maniera precisa e impietosa, fino ad arrivare ad un finale ben costruito ed inaspettato, proprio com’è nel suo stile.

Poche pagine, 13 brevissimi capitoli che non vedrete l’ora di sfogliare per scoprire quale insospettabile mistero nasconde uno dei personaggi più famosi del Risorgimento.

Consigliatissimo!


Divier Nelli è uno scrittore viareggino. Ha esordito nel 2002 con il romanzo La contessa (Passigli Editori), cui è seguito Falso binario (2004), Il lungo inganno (scritto a quattro mani con Leonardo Gori), Amore dispari, Coma e Il giorno degli orchi. Molti suoi racconti sono apparsi su riviste e antologie, tra cui Drugs (Guanda), di cui è stato anche curatore.
Ha insegnato scrittura creativa presso le scuole, la Fondazione Mario Tobino e la scuola di Narrazioni Arturo Bandini.
Nel 2005 ha dato vita, assieme ad altri nove scrittori, a un laboratorio di scrittura all’interno della comunità di accoglienza del Ceis di Lucca, al termine del quale è stato pubblicato La vita addosso, 9 scrittori raccontano 9 vite estreme (Fernandel, 2006). Nel 2005, con Luca Crovi, Loriano Macchiavelli, Marco Vichi e Piero Pelù ha partecipato a R(e)esistere, iniziativa per commemorare le vittime dell’eccidio di Sant’Anna (Stazzema).
Lo scrittore è stato uno dei primi in Italia a utilizzare i booktrailer per fini educativi, proponendo la realizzazione di booktrailer di classici della letteratura italiana. Nel 2008, per il Comune di Viareggio, ha ideato e curato il progetto Viareggio Booktrailer, con l’obiettivo di creare un collegamento tra Europa Cinema e il Premio Viareggio.
Nel 2010 è stato direttore della collana Gialli Rusconi; dal 2011 dirige la sezione narrativa della casa editrice Rusconi Libri.


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